LA DIPENDENZA

Classe III B Informatica  (Ins. Tutor Prof.ssa C.  Raciti)

Alunni: Scuderi Carlo, Adornetto Giuseppe, Strano Salvatore e Trafiletti Giuseppe.

      

Anche poche sigarette possono bastare per diventare dipendenti: il sospetto che attanaglia molti fumatori è stato ora provato da una ricerca scientifica. Secondo uno studio pubblicato nell'ultimo numero della rivista "Tobacco control" dell'associazione medica britannica, alcuni ragazzi di 12 e 13 anni hanno mostrato segni di dipendenza dal tabacco dopo aver fumato soltanto poche sigarette. "Da tempo sospettavamo che molte persone diventassero dipendenti molto presto, ma ora ne abbiamo la prova" ha affermato il professore Richard Hurt, direttore dell' Unità dedicata alla dipendenza da nicotina della Mayo Clinic, uno dei più rinomati ospedali americani. Hurt, che non ha partecipato alla ricerca, ha detto che la scoperta aiuterà gli studiosi a capire la biologia dell'assuefazione da nicotina e rende più plausibile l'ipotesi che ci siano soggetti geneticamente più predisposti di altri a diventare dipendenti. "L'insegnamento davvero importante è che dobbiamo avvertire i ragazzi che non possono andarsene in giro a fumare per qualche settimana e poi smettere.  A quel punto potrebbero essere  già diventati assuefatti e non riuscire a liberarsi della dipendenza per il resto della vita" ha spiegato Joseph DiFranza, professore di medicina familiare coinvolto direttamente nella ricerca condotta all'Università del Massachusetts.

Lo studio, avviato nel 1998, ha seguito 681 ragazzi tra i 12 e 13 anni di sette scuole del Massachusetts centrale per un periodo di oltre un anno e ha analizzato il loro rapporto con le sigarette.

Gli scienziati hanno cercato di individuare nei ragazzi i segni di dipendenza da nicotina: desiderio ardente, necessità di fumare di più per avere lo stesso effetto, sensazione di assuefazione al tabacco e perdita del controllo del numero di sigarette fumate. Quel che abbiamo scoperto è che questi ragazzi possono diventare dipendenti molto più velocemente di quanto noi pensassimo fosse possibile" ha detto DiFranza.

Nel corso del periodo di monitoraggio, il 95 per cento dei ragazzi ha detto di aver cominciato a fumare occasionalmente, almeno una sigaretta al mese. Gli studiosi hanno trovato che il 60-63 per cento di loro presentava uno o più sintomi di assuefazione. Tra questi, un quarto aveva avuto i sintomi meno di due settimane dopo la prima sigaretta, alcuni addirittura dopo pochi giorni. Il 62 per cento afferma di aver avuto i primi sintomi prima di cominciare a fumare ogni giorno, e alcuni dicono è stata proprio la necessità data dall'assuefazione a spingerli al consumo quotidiano.

Lo studio a dimostrato che non è necessario fumare ogni giorno per sviluppare l'assuefazione.

CATEGORIE DI FUMATORI

Gli scienziati suggeriscono di dividere i fumatori in tre categorie: quelli che diventano dipendenti molto rapidamente, quelli che vengono assorbiti gradualmente dopo una "frequentazione" costante con il tabacco e quelli che possono fumare poco o a periodi alterni senza diventare dipendenti. Gli studiosi ammettono che è anche possibile che gli adolescenti siano più sensibili alla nicotina e chi comincia a fumare più tardi abbia bisogno di più tempo per diventare dipendente.

TIPI DI ASTINENZA

Premesso che la dipendenza dal fumo è una cosa soggettiva, influenzata dalle condizioni fisiche e dal carattere del fumatore, in linea di massima esistono due tipi di astinenza nei quali si riscontrano tutti i fumatori: dipendenza fisica o dipendenza psicologica.

Dipendenza fisica. E' causata dalla continua assunzione di una determinata sostanza (o sostanze); nel momento in cui vengono a mancare, si innesca una crisi di astinenza che ha come conseguenze degli attacchi d'ansia ed irritabilità, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, depressione, aumento della fame.

La nicotina è una sostanza molto tossica: 50 mg (il contenuto di due pacchetti di sigarette), se assunta in un solo momento è una dose mortale.

Dipendenza psicologica. La ritualità e la gestualità del fumare, specialmente se l'abitudine è radicata nel tempo, sono forse lo scoglio più duro   da superare;  modificare e sostituire queste abitudini possono portare a sensi di vuoto ed inadeguatezza. Nell'ambito della dipendenza psicologica, possiamo inserire degli altri fattori:

Fattore sociale, quale adattamento alle mode, ricerca di atteggiamenti per darsi un contegno e ricerca di aiuti/stimoli per superare le pressioni dell'ambiente.

Fattore psicologico personale, quale ricerca di un piacere, di un calmante, di uno stimolante, di una protezione.

Fattore psicologico profondo, quale il portare un qualcosa alla bocca come gesto dalla forte componente inconscia (fase orale).

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